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Quanto Costa Rifare un Impianto Elettrico in Casa

Indice

  • Perché Pensare a un Nuovo Impianto Oggi?
  • Fattori che Influenzano il Prezzo
  • Manodopera: la Voce che Sposta l’Ago della Bilancia
  • Materiali: Cavi, Prese e Quadro di Distribuzione
  • Costi Nascosti che Saltano Fuori
  • Esempio Pratico di Preventivo
  • Risparmiare Senza Mettere a Rischio la Sicurezza
  • Tempistiche: Dal Primo Sopralluogo all’Ultimo Collaudo
  • Domande Frequenti sul Rifacimento dell’Impianto
  • Conclusioni

Hai mai pensato che quel vecchio interruttore traballante sia solo la punta dell’iceberg? Spesso la parte invisibile — i cavi nei muri, le connessioni nel quadro — è quella che decide se dormirai sereno o salterai in piedi al primo odore di bruciato. Eppure, quando arriva il momento di rifare l’impianto elettrico, la domanda che spiazza è sempre la stessa: “Ma quanto mi costa davvero?”

Perché Pensare a un Nuovo Impianto Oggi?

Immagina la tua casa come un organismo. Il cablaggio è il sistema nervoso: se i segnali arrivano in ritardo, qualche arto smette di funzionare. Hai mai notato luci che affievoliscono quando parte la lavatrice? È un campanello d’allarme. Dal 2012 la normativa CEI64‑8 richiede sezioni di cavo, messa a terra e protezioni differenziali che gli impianti di vent’anni fa neppure sognavano. Rifare significa mettersi in regola, ma anche liberarsi da quella paura latente che ti fa spegnere il forno quando accendi il phon.

E poi c’è la questione valore immobiliare. Un appartamento con impianto certificato guadagna punti sul mercato, un po’ come un’auto con tagliandi ufficiali. Non stiamo parlando di dettagli: parliamo di sicurezza, comfort e, perché no, di tasca.

Fattori che Influenzano il Prezzo

Parlare di costo senza contesto sarebbe come dire “quanto pesa un’auto?”. Dipende dal modello. Tre elementi, però, fanno davvero la differenza:

  • Superficie e numero di punti presa: un bilocale da 60 m² richiede meno linee di una villa a tre piani, non solo per metri di cavo ma per dispositivi da installare.
  • Livello prestazionale richiesto (livello1, 2 o 3 secondo CEI 64‑8): più funzioni domotiche scegli, più quadri modulari serviranno.
  • Tipologia di muratura: in mattoni forati si scanala velocemente; nel cemento armato ogni traccia è un piccolo cantiere.

Ecco perché due preventivi, pur partendo dagli stessi metri quadrati, possono distanziarsi di diverse migliaia di euro.

Manodopera: la Voce che Sposta l’Ago della Bilancia

Diciamolo senza giri di parole: l’elettricista bravo si paga. Un professionista abilitato applica tariffe orarie fra 35 e 50 € più IVA, a seconda della regione. Un impianto completo per 80 m² richiede in media 60‑80 ore di lavoro fra tracciature, infilaggio cavi, collegamenti, collaudi e rilascio della Dichiarazione di Conformità. Fai tu i conti: solo la mano dell’uomo vale tra 2 500 e4 000 €.

Qualcuno prova a contrattare sul tempo, ma la fretta è nemica dei serraggi. Un morsetto allentato oggi è un punto caldo domani. Vale davvero risparmiare cento euro rischiando un cortocircuito? Te lo chiedo con la voce di chi ha visto prese bruciate dopo pochi mesi da lavori “a cottimo”.

Materiali: Cavi, Prese e Quadro di Distribuzione

Con i materiali entriamo nel territorio delle specifiche tecniche: sezioni, sigle, marche. Un rotolo da 100 m di cavo FG16OR 3×2,5 mm² costa circa 90 €. Sembra poco, ma in un appartamento medio ne servono due o tre, più le linee luci a 1,5 mm², la dorsale del climatizzatore a 4 mm² e via dicendo.

Il quadro? Un centralino da 36 moduli con interruttori magnetotermici e differenziali di qualità può sfiorare 500 €. Se aggiungi componenti di smart home (relè Wi‑Fi, contatori di energia) il costo si impenna. E parliamo solo di hardware: frutti, placche, scatole e tubazioni portano facilmente altri 800‑900 € sul piatto.

Piccola digressione di bottega: molti scelgono placche minimaliste perché “stilose”, poi scoprono che una singola copertina costa 12 €. Moltiplica per cinquanta punti: fai presto a superare il budget senza aver ancora acceso una lampadina.

Costi Nascosti che Saltano Fuori

Rifare l’impianto elettrico non significa soltanto infilare fili nuovi. Prevedi:

  • Demolizione tracce: muratore e macchina tagliamuro incidono; 8 € a metro lineare non sono rari.
  • Ripristini d’intonaco: malta, rasatura, eventuale pittura. Qui dipende dal livello di finitura che pretendi.
  • Certificazioni condominiali per l’uso dei vani scala o il distacco corrente: piccole ma seccanti spese di segreteria.

Senza dimenticare il tempo in cui la casa è un campo di battaglia: polvere ovunque, mobili coperti, pannelli che sbattono. Se abiti dentro, valuta il costo “immateriale” di spostarsi in un Bed and Breakfast per qualche notte.

Esempio Pratico di Preventivo

Bilocale 60 m², Livello1

1 quadro da 24 moduli, 35 punti presa/luci, nessuna domotica.

VoceCosto medio
Manodopera2 800 €
Materiali elettrici1 400 €
Tracce e ripristini900 €
Totale≈5 100 €

Villetta 150 m² su due piani, Livello2+ domotica base

Quadro da 72 moduli, 90 punti, gestione luci via app.

VoceCosto medio
Manodopera6 000 €
Materiali elettrici4 800 €
Domotica (hub, attuatori)2 200 €
Tracce e ripristini2 000 €
Totale≈15 000 €

Sono numeri indicativi ma concreti: di solito ci azzecchi entro il 10 %.

Risparmiare Senza Mettere a Rischio la Sicurezza

Magari stai pensando: “Posso tirare giù qualche punto presa, tanto uso le ciabatte”. Fermati un attimo. Moltipliche prese = ciabatte = surriscaldamento. Il vero risparmio sta altrove: confrontare tre preventivi, chiedere al tecnico di sfruttare canaline esistenti, scegliere placche di fascia media invece di quelle disegnate da archistar.

Puoi anche dividere il lavoro in due tranche: zona notte quest’anno, zona giorno il prossimo, purché l’elettricista prepari già le dorsali in quadro. Così spalmi la spesa senza costi duplicati. Soluzione ibrida, certo, ma funziona.

Tempistiche: Dal Primo Sopralluogo all’Ultimo Collaudo

Molti pensano “una settimana e si fa tutto”. Non proprio. Tabella realistica per un trilocale:

  1. Sopralluogo e preventivo: 5‑7 giorni.
  2. Pianificazione e ordini materiali: 10 giorni.
  3. Cantiere attivo: 8‑12 giorni lavorativi.
  4. Collaudo, rilascio Di.Co.: 2 giorni.

Totale: circa un mese dal sì al certificato. Se incastri il cantiere con altri lavori (pavimenti, serramenti), aggiungi i tempi morti di coordinamento.

Domande Frequenti sul Rifacimento dell’Impianto

Posso tenere il vecchio corrugato?
Solo se non è schiacciato, ha diametro adeguato e puoi sfilare i cavi senza intoppi. In case anni ’70 capita raramente.

Serve per forza il differenziale da 30 mA?
Sì. È obbligatorio per legge e ti salva la vita in caso di dispersione.

Quanto dura un impianto nuovo?
Se realizzato a regola d’arte, supera trent’anni. Ma tra dieci probabilmente vorrai più domotica; preparare tubi vuoti oggi ti farà risparmiare domani.

Conclusioni

Adesso hai un’idea chiara di cosa influenza il prezzo e di come difendere il portafogli senza sacrificare la sicurezza. Il prossimo passo? Contatta due o tre elettricisti abilitati, fatti fare un sopralluogo gratuito e confronta voci e garanzie. Non aspettare che la scintilla faccia da sveglia notturna: investi nel cuore tecnologico della tua casa oggi e goditi la tranquillità per decenni. E se questo articolo ti è stato utile, condividilo con chi ha ancora dubbi: la conoscenza, a differenza della corrente, non costa nulla!

Filed Under: Elettrotecnica

Luca Ferri

About Luca Ferri

Luca Ferri è un appassionato di fai da te e bricolage, noto per la sua abilità nel trasformare oggetti comuni in creazioni uniche e funzionali. Dopo avere accumulato anni di esperienza pratica, Luca decide di condividere la sua conoscenza con un pubblico più ampio attraverso la creazione del suo sito.

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